Chissà com’era quando a scrivere le poesie c’erano i poeti.
Delle persone incaricate di trasformare i sentimenti, le emozioni, i sogni in parole. Non solo i loro, i sogni, i desideri, le paure di tutti, sennò chi li avrebbe ascoltati?
Erano persone che probabilmente avevano una capacità sopra alla media di giocare con le parole, con le forme e con i contenuti.

Ecco oggi i poeti sono attorno a noi secondo me. Sono talmente vicini a noi che nemmeno ce ne accorgiamo. Probabilmente non sanno usare le parole in un modo sublime, o quantomeno non nella forma, a volte nemmeno nel contenuto. Eppure ci sono, di questo sono sicura. Forse si tratta soltanto di allenare la vista e il cuore a vederli.

Ieri un ragazzo, un mendicante, mi ha chiesto se gli davo i soldi per una mozzarella. Non mi ha chiesto una moneta, non lo ha fatto esplicitamente. Bé lui non potrà certo essere un poeta vero? eppure a me lo è sembrato. Probabilmente mozzarella era una delle sette parole che conosceva in italiano.

Questa mattina invece il mio anziano vicino di casa, guardandomi forte negli occhi ha risposto con il silenzio al mio “come stai?”. Non credo sia particolarmente in forma, e credo anche non volesse annoiarmi, ha scelto di farmi un sorriso grande e dirmi: “ringrazia quella bicicletta, ti fa fare tanti di quei chilometri…”

A me loro sembrano poeti, non credo possano essere definiti tali perché sanno trasformare le emozioni in parole ma di certo sanno trasformare le parole in emozioni, speranze, paure, gioie, dolori.

Ora, immagino che ognuno abbia la propria passione per la “poesia”, che si tratti di mendicanti, attori o cantanti i poeti secondo me ci sono e sono tanti. Bisogna soltanto saperli apprezzare.

Colgo l’occasione per dedicare qualche riga a qualcuno che in effetti potrebbe davvero essere ritenuto un poeta. Chris Martin e i suoi Coldplay quest’anno ci regalano un pezzo che parla di rinascita, di speranza, di ripresa, Up & Up, sempre più su, sempre meglio.
Ammetto che sia stato questo brano a farmi pensare che i poeti siano accanto a noi. In parte perché questo brano è sicuramente opera di un grande poeta, e in parte perché il testo è per me un inno a tutto ciò che attorno a noi può diventare poesia, anche uno storm, anche una car anche un’umbrella.

La canzone ci dice che ce la possiamo fare, possiamo riuscire a rinascere, possiamo vivere sempre più intensamente, sentire sempre di più, vivere up & up.

Una macchina riparata ci farà fare nuovi viaggi, l’acqua piovana farà crescere nuovi germogli e gli angeli di marmo prima o poi voleranno, hanno solo bisogno di amore, e noi… Noi ce la possiamo fare.
Un ombrello ci suggerisce di affrontare le difficoltà proprio come lui affronta la pioggia perché non bisogna mai rassegnarsi. Si può iniziare con un cucchiaino a svuotare l’oceano e da un seme può nascere una foresta.

Ecco un poetico messaggio di speranza, melodico e stimolante.

Noi non lasciamoci sfuggire occasioni di godere della poesia che abbiamo attorno.

Endoorfine ama la poesia.

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