A quasi seicento anni di distanza;

da una postazione decisamente più confortevole rispetto al tribunale dell’inquisizione;

mi sento anche io di pronunciare quelle parole: Eppur si muove!

Certo, si muove! E se trovo chi mi ha fatto credere per tutto questo tempo che non fosse così gliene dico quattro.

Credo che qualcuno mi abbia insegnato che in qualche modo sia necessario trovare l’equilibrio, quasi come esso fosse uno stato cui tendere, un punto fermo, una condizione cui aspirare.

In fondo se ci immaginiamo l’equilibrio ci potrebbero balzare alla mente le classiche immagini di una bilancia a due bracci o di una livella a bolla per esempio. Sono oggetti che permettono di raggiungere uno stato nel quale le parti sono bilanciate, la bolla si centra e i bracci si allineano.

balance

Eppur si muove!!!

Si muove eccome! E non credo si possa trovare, credo piuttosto si possa cercare!

Pensare che l’equilibrio sia una forma armonica di movimento non è del tutto intuitivo eppure anche Galileo lo diceva, noi ci muoviamo. E per quanto il nostro Sole possa essere fermo lì davanti a noi, noi non smettiamo mai di rincorrerlo. Il nostro equilbrio è in perpetuo movimento.

La stabilità alla quale ambivano i nostri genitori o i nostri nonni oggi ha assunto altre forme e altri colori, oggi non si trova l’equilibrio, lo si cerca. Ed il bello è che la nostra ricerca è un’esplorazione senza una reale meta, sì è vero, possiamo sempre puntare al nostro Sole ma è nella giusta distanza da esso che godiamo della sua luce meravigliosa senza esserne abbagliati. E, come la Terra, dobbiamo imparare a viaggiare senza mai perdere di vista il nostro Sole.

La slackline è un esempio della dinamicità dell’equilibrio tutt’altro che metaforico.

Guidata da qualche angelo custode ho provato in questi giorni a muovere i primi passi sopra ad una fettuccia sospesa tra due alberi. Assieme a me anche altri aspiranti Wave Coach hanno partecipato al rito di iniziazione alla slackline durante un corso organizzato da Gap (non che il corso sia legato in alcun modo alla tematica ma un po’ di sana pubblicità fa sempre bene!).

Libbrarsi anche solo per qualche istante su quella line regala da un lato la sensazione di entrare in contatto profondo con la natura e i suoi movimenti e dall’altro la sensazione di essere totalmente sordi e ciechi rispetto agli stimoli esterni, il che è del tutto contraddittorio ma profondamente vero. Forse perchè l’io con il quale si entra in contatto è in completa armonia con l’ambiente circostante.

Completamente controintuitivo è il fatto che per stare davvero in equilibrio è necessario muoversi di continuo, cambiare posizione, seguire il flusso, senza opporsi al movimento della fettuccia bensì assecondandolo.

Cambiare per stare in equilibrio.

Credo che ognuno possa interpretare a modo proprio la ricerca dell’equilibrio, quello che però ritengo essere cruciale è la possibilità di fluttuare pur non perdendo di vista il Sole.

L’equilibrio non è immobilità, l’equilibrio è in movimento come lo sono le endorfine nel nostro sangue.

 

Più Endoorfine meno staticità.

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